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Sito San Bernardino Realino



Chi siamo

Il sito chi siamo ?

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IL DOMINIO E IL LAVORO DEL SITO E' STATO DONATO AD OPERA DI AGOSTINO E GIUSEPPE ROLLO

 

www.sanbernardinorealino.com è il sito della Parrocchia di San Bernardino Realino di Lecce,voluto dal Parroco Don Michele Marino dal 2007 al 2017 ed oggi anche voluto da Don Nando Capone e  ideato e aggiornato da Agostino e Giuseppe Rollo. La Parrocchia è situata in periferia al Rione Aria sana, in Via degli Oropellai, una traversa di via San Cesario.Il Sito si presenta con un bel logo e le foto della parrocchia,lo sfondo è bianco con dei tasti verdi, con i quali si aprono le pagine a sinistra. Abbiamo: Home page, cioè quello che troviamo in prima pagina, nella quale si scrivono le news della nostra parrocchia; Dove siamo: presenta la mappa della strada; Storia: presenta la storia di San Bernardino Realino; Chi siamo: presenta la storia della nostra comunità e la nascita della parrocchia; Filo Diretto con il Parroco: il contatto o l’email del parroco Don Michele; Contatti: dove ci sono le email dei collaboratori del sito. Nella parte destra abbiamo: Catechesi, Consiglio pastorale, Liturgia, Caritas,in ogni gruppo sono elencati i componenti e la descrizione dei gruppi stessi. Poi abbiamo l’orario delle Messe e i link amici.

 

La Storia di una Parrocchia "San Bernardino Realino"

 

“Nel lontano 1954, una laica postola la sig.na Anna Bascià, mi invitò a celebrare la S. Messa la domenica nel rione che allora si formava, denominato "ARIA SANA ". Si trattava di un modesto numero di case a piano terra che ospitava abitanti della vicina San Cesario e da altri paesi limitrofi .

Vi era una scuola materna gestita dal CIF e , con il consenso della sig.ra Z.Luisa in quella stanza ho celebrato le prime messe domenicali .

Ricordo il poco spazio a disposizione; l'ambiente non profumava certo d'incenzo a motivo della mancanza di acqua potabile che giunse nella zona una quindicina d'anni dopo.

Intanto i Signori Vergallo avevano offerto alla diocesi una zona di circa duemila metri quadri per la costruzione di un centro religioso .

Ma era necessario trovare un ambiente più spazioso e il signor Contino O. offrì in via provvisoria un suo locale di forma rettangolare , che in effetti era il deposito di legname e attrezzi da lavoro della sua impresa edile .

Mancava lo spazio e le strutture di una chiesa , ma vi era tanto calore umano ed entusiasmo fra la gente. Quante feste di prima comunione abbiamo festeggiato nella gloria dello spirito, quanta musica e quanti canti preparati dall' indimenticabile don Giuseppe Moschettini. Sfrattati da quel deposito, ci rifugiammo in una stanza di forma quadrata, offerta dalla signora Maria .

E' stato il periodo della prima formazione di gruppi di giovani che si incontravano la sera, dopo il lavoro, per dibattere di alcuni argomenti religiosi e sociali. Da quei gruppi sono venute fuori le prime leve di catechiste e catechisti , che svolgeranno la loro attività nelle case di diverse famiglie .

Nel 1966 si svolse una missione predicata da un Passionista padre Antonio.

Nell' autunno dell' 1967con una processione penitenziale ,fu posta la prima pietra del centro religioso ,l'impresa Contino Oronzo , iniziò la costruzione della salone Chiesa , lunga 20 metri e larga 8 , e dei locali adiacenti , mancavano ancora gli infissi e l'attacco della luce elettrica .

La signora Prinari , di santa memoria ci improvvisò su un palco ed organizzò una recita in dialetto leccese che divenne una gradevole novità per tutto il rione .

Nel 1971 vi è stata una visita pastorale di mons. Minerva al quale fu esposta la situazione religiosa e morale del rione ed il 4 Ottobre 1972 firmava la bolla con la quale ereggeva la vicaria autonoma di S. Bernardino Realino .

Ricordo una festa campestre organizzata da giovani , con corsa con i sacchi, una partita a pallone e un breve giro in bicicletta. E l'ultimo episodio che rammento prima di passare la mano al carissimo Don Mario .

La sala parrocchiale fu arricchita di un artistico crocifisso scolpito in legno a Ortisei e offerto dalla signora Coppola, e di una notevole via crucis scolpita da un artista leccese Antonio Capoccia offerta dalla signora Faggiano.

Le terrecotte che campeggiano sulla facciata della chiesa sono dello scultore Giannini, mentre tutta l'opera e stata progettata dall' ingegnere Corsi .

Serbo sempre nel cuore le virtù morali di quella gente: la bontà unita alla semplicità nell' accostare il sacerdote, l'umiltà, e la tenacia nel costruire la propria casa e nell'educare cristianamente i propri figli, l' entusiasmo e la generosità dei giovani che hanno accompagnato il mio lavoro apostolico.

Auguro alla vostra comunità un cammino più svelto ed efficace nella professione della fede e la testimonianza della carità “.(Testimonianza raccontata dalla benedetta anima di Don Oronzo Perulli sul giornale nel 1991).

Il 23 ottobre 1977 veniva il vescovo in visita pastorale nella nostra parrocchia per la prima volta dopo che si era stata istituita la nostra comunità e venne tra noi in forma ufficiale e solenne per conoscere quel che avevamo fatto e quel che avevamo saputo realizzare. Dal 1972 quando fu eretta sono passati 5 anni anche se non sono molti, erano sufficienti per una verifica .

“Quando io venni mandato in questa Parrocchia era chiusa non c'era nessuno e andai dal signor Contino per farmi dare le chiavi da quella volta sono passati 35 lunghi anni , quante gite abbiamo fatto con pernottamenti ,colazione al sacco anche con le tende e il resto e sempre storia , storia e storia “.

( Testimonianza di Don Mario De Nunzio, tratta da un giornale parrocchiale del 1977).

Oggi la nostra parrocchia è guidata dal nuovo Parroco Don Michele Marino, insediatosi il 5 novembre 2006.

 

DON MARIO OGGI EX PARROCO

 

Durante il mese di Agosto, ricorrendo il 50° anniversario dell’Ordinazione Sacerdotale del nostro precedente parroco don Mario De Nunzio, il Consiglio Pastorale Parrocchiale ha deciso
di sottolineare questo avvenimento con delle celebrazioni opportunamente predisposte:l'11 agosto .

 

DON MICHELE IL NUOVO PARROCO

Date significative del nostro nuovo parroco

don Michele Marino.

Nasce a Lecce il 25 giugno 1970

Viene ordinato sacerdote il 15 ottobre 1997

Esperienze pastorali

Lecce Sacro Cuore anni 1998-1999-2000

Vernole-Pisignano 2001-2002-2003

Lecce Santa Rosa 2004-2005-2006

Nel novembre del 2006 diventa parroco della

nostra parrocchia di San Bernardino Realino

 

Dal 5 Novembre 2017 il nuovo Parroco insediatosi in questa parrocchia è

Fernando Capone, nato a Lecce il 27/02/1976, ordinato sacerdote il 14/10/2001

Viceparroco a San Cesario, Chiesa Madre nel 2001

Viceparroco a Monteroni di Lecce, Chiesa Madre, dal 2001 al 2004

Educatore del Ginnasio Liceo del Seminario Nuovo, dal 2004 al 2010

Parroco della Chiesa Madre di Surbo, dal 2010 al 2015

Esperienza di vita Monastica nell'anno 2016 a Foligno

Cappellano del Carcere e delle Monache Benedettine di Lecce nell'anno 2017

Dal 5 novembre scorso, parroco di San Bernardino Realino, in Lecce/San Cesario

 

 

 

 

Nu pare veru!... LA CHIESA NOA!

Nella progettazione della nuova chiesa per la parrocchia di San Bernardino Realino, fortemente voluta da S.E. Cosmo Ruppi, la volontà principale di noi progettisti è stata quella di attribuire un valore morfologico chiaro e riconoscibile all’intero complesso parrocchiale, per far emergere all’interno dello skyline urbano l’immagine di una comunità attiva, al fine di evitare che la chiesa-edificio, nella quale si identifica e si riconosce la Chiesa-assemblea, fosse sommersa all’ombra della nuova espansione urbana.
Si è cercato di riproporre un edificio la cui immagine facesse riferimento alla memoria storica e tipologica salentina attraverso soluzioni morfologiche e attraverso l’impiego dei materiali, intonaco bianco e pietra leccese: un chiaro richiamo alla nostra terra del Sud.

Affrontare il tema della progettazione di una nuova chiesa per noi architetti, non è mai un’operazione semplice, in quanto la nostra responsabilità è la rispondenza non a delle esigenze meramente funzionali, ma -ardua impresa- a quelle dello spirito. La chiesa ha legata a sé un’immagine tradizionale molto forte, e in quanto tale, forse più di altri edifici è suscettibile di perplessità; la percezione di uno spazio come “chiesa” trova giusta rispondenza solo attraverso soluzioni architettoniche che raggiungano una difficile commistione tra immagine mentale e realtà costruita.

La comprensione di questa sorta di disagio ha dato vita ad un progetto che cercasse di trovare un punto di incontro tra architettura e ciò che essa va a significare nel momento in cui si incontra con qualcosa di più profondamente intimo come può essere lo spazio sacro.

L’architettura sacra, come ben sappiamo, non è una realtà immutabile, la chiesa è il luogo della celebrazione di un rito che, rivolto alla gente, si evolve con essa. Mutano le funzioni liturgiche e lo spazio ci si adegua di conseguenza; e così la riforma liturgica dettata dal Concilio Vaticano II arriva ad incidere non poco sull’architettura degli edifici sacri, e sulla loro capacità comunicativa. Tuttavia i principi innovativi dettati dal Concilio possono risultare lenti da assimilare in un contesto così radicato nella tradizione, come può essere quello religioso, per cui edifici rispondenti alle nuove esigenze liturgiche, potrebbero essere percepiti come spazi non riconoscibili. Queste riflessioni hanno fatto si che grande importanza nel progetto sia data alla riconoscibilità dell’edificio, attraverso uno sguardo alla memoria storica, materia e tipologica salentina, abbiamo disegnato uno spazio che accogliesse in maniera semplice e degna la comunità riunita nel nome di Cristo Gesù. Una degna semplicità è ciò che spazialmente si è voluto trasmettere. Abbiamo accettato una sfida proposta da S. E. Cosmo Ruppi e dalla stessa C.E.I., che chiedono, per le comunità parrocchiali, luoghi che favoriscano la comunione e la partecipazione attiva al rito, edifici che siano degni, riconoscibili, una chiesa-edificio immagine della Chiesa-assemblea, il tutto con delle risorse economiche molto ristrette.

Noi progettisti abbiamo proposto la nostra soluzione, l’abbiamo fatto al meglio delle nostre possibilità, con l’aiuto di persone qualificate, liturgisti, artisti, con Don Michele e con un’attiva partecipazione di Don Cosmo. Tutti ci hanno affiancato in questo iter, e ci hanno aiutato a produrre il progetto che oggi vi presentiamo.

Grazie

Il team di progetto:

Daniela Boscia , Stefano Mavilio, Ilaria Levantesi ( progettazione architettonica) Pd. Silvano Maggiani s.m. (liturgia)

Pietro Casentini, Armano Marrocco, Sr. Elena Manganelli, Albino Sirsi (opere d’arte)

Ultimo aggiornamento ( mercoledì, 15 ottobre 2008 18:45 )

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